Giardini di Villa Aldobrandini
(2,30 h) Pausa di 30 minuti

TOUR
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Quando da Roma si sale verso i Castelli, lo sguardo viene naturalmente catturato dall’imponenza di Villa Aldobrandini che si staglia fra il verde delle colline. Ma se della dimora la magnificenza è manifesta, non molti si immaginano però quale tesoro nascondano i suoi giardini. Palazzo nobiliare restato tale almeno nella forma, che non lo vuole accessibile ai turisti per il suo essere ancora oggi dimora privata, la bellezza della villa si arricchisce dello spettacolo degli ambienti esterni curati e gradevolmente ingentiliti. Se i decori e gli affreschi del palazzo meritano d’essere citati nei testi di architettura, trattamento diverso non va certo riservato agli splendidi giochi d’acqua che hanno fatto dei giardini uno dei vanti della costruzione. Nomi importanti hanno contribuito a dar vita allo spettacolare Teatro d’Acqua, per il quale è stato progettato e realizzato addirittura un acquedotto dal Montefiore. Fu Giacomo della Porta a prevederne la costruzione, ma furono poi Giovanni Fontana e Carlo Maderno, con l’aiuto del fontanaro Orazio Olivieri, a realizzare la composizione emiciclica ricca di nicchie con colonne ed incavature, decorazioni, statue e giochi d'acqua. Modellata sui canoni dell’architettura romana, l’opera è dominata dalla raffigurazione di Ercole che sostiene le colonne e cinque grandi nicchie attorno all’esedra che celebrano la glorificazione di papa Clemente VIII, restauratore della pace e novello Ercole del mondo cristiano. Si ricorda inoltre la rappresentazione nella nicchia centrale del gruppo di Atlante e Tantalo, opera di Jacques Sarrazin (1620-1621), un tempo affiancato dalle figure delle Esperidi e di Ercole nell’atto di aiutare a sorreggere il mondo mentre emerge Tantalo dal basso, mostro condannato all’immersione eterna per aver rifiutato la Sapienza. Le piccole nicchie disposte ai lati rappresentano quella di sinistra Divinità fluviale con due ninfe, quella di destra Ninfa con due Divinità Fluviali.
Il Teatro d’Acqua è fulcro di complessi giochi che confluiscono nella cascata gradonata delimitata da due colonne tortili. Al centro dell’esedra una fontana circolare ospitava originariamente il gruppo del leone che azzanna una tigre, sostituito in seguito dal leone che azzanna un cinghiale.
Esempio come si è detto dei giardini all’italiana, le geometrie delle aiuole si alternano piacevolmente alle fontane e agli scaloni in un incontro di suoni e colori che caratterizzano il passeggiare lungo questi viali.


Tipologia museale:
Archeologica; Storico-artistica
Didattica connessa alla visita:
Storia Rinascimentale e Barocca, Arte, Architettura
Comune interessato:
Frascati
Partenza:  
Roma-Fiumicino-Ostia-Velletri-Tivoli-Monterotondo ore 08.30
Ciampino-Albano-Marino ore 09.00
Rientro : ore 13.30