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Centro Internazionale dArte |
TOUR 9 |
Larte
come comunicazione declinata in tutte le sue forme: questo è quello
che la visita al Centro Internazionale dArte Contemporanea
suggerisce. Ospitato nelle sale del Castello Colonna, che domina labitato
con la sua mole maestosa, la struttura è il luogo dove si crea,
si espone, si comunica, si storicizza e si divulga larte contemporanea
nei suoi aspetti e nelle sue tecniche. Dal 1979, anno in cui il Comune
ha acquistato la struttura al fine di darle nuova vita, il palazzo ha
ospitato prestigiose mostre curate da Achille Bonito Oliva quali le Stanze,
Erratici Percorsi ed eventi artistici della Zattera di Babele
e del Bussotti Opera Ballet. Mostre di rilevanti artisti quali
Cucchi, Pizzicanella, o di collezioni come quella Tonelli, sono articolate
nei 3000 mq di superficie espositiva suddivisa in più di 20 sale.
Dallarte contemporanea ai fasti rinascimentali il passo è breve quanto quello che separa il museo dal Ninfeo del Bramante situato fuori dalla Porta Romana. Sorto su quello che era il "Giardino Vecchio" del castello, e fino al XX secolo ritenuto di origine romanica o dell'Alto Medioevo, è difficile documentarne la datazione: forse fu costruito tra il 1501-1503 sotto il papato di Alessandro VI Borgia, il quale lo abbellì e fortificò; o più probabilmente fu eseguito su commissione del cardinale Pompeo Colonna al Bramante tra il 1507-1511. Questipotesi non è comunque avvalorabile con certezza: non esistono documenti ma solo affinità stilistiche tipiche come le tre grandi serliane e i conchiglioni a decorazione degli absidi che fanno pensare all'impronta bramantesca. La scelta di avvalersi dell'ordine tuscanico, così come fatto anche per il Castello Colonna, rispecchia una forte tendenza della prassi contemporanea che voleva già nei primi due decenni del XVI secolo il toscano-dorico l'ordine più adatto alle architetture extraurbane. Ma come si sa larte va sempre ad intrecciarsi con la storia politica del tempo. Sembra infatti che luso di quest'ordine sia un riferimento alle origini del nome della famiglia committente: Pietro de' Columna, conte di Tuscolo e capostipite della famiglia. L'appellativo de' Columna, attribuito per la prima volta a Pietro, nasce dalla vicinanza della Colonna Traiana alla sua residenza romana, di cui lordine architettonico è riconosciuto, sia dalla cerchia del Sangallo che da quella del Raffaello, come tuscanico. Inizialmente concepito come padiglione estivo, impostato sullo schema della basilica di Massenzio e dei frigidarium delle terme romane, si presenta come un piccolo complesso di ambienti dove era possibile passeggiare, incontrarsi, studiare, discutere. Il complesso fu concepito certamente come luogo di rappresentazione teatrali e di feste pubbliche. Prova di ciò è la presenza dei molti vasi in argilla, aventi funzione acustica murati nelle pareti della zona rialzata, in modo da creare una sorta di camera di risonanza. L'aggiunta della sala con piscina circolare gli conferisce la funzionalità di piccolo impianto termale, riprendendo in questo esempi quali le palestre delle terme di Diocleziano ed il recinto esterno delle terme di Caracalla. |
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