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VILLA TORLONIA a Frascati: il parco pubblico della cittadina.
La villa, facilmente raggiungibile dal “vialone” alberato di faccia direttamente a P.zza Marconi, era in origine un piccolo podere in cui il letterato Annibal Caro si costrui’ la sua villetta chiamata “caravilla” e dove vi tradusse le Eneide. Nel 1579 il segretario di stato di Gregorio XIII, cardinal Tolomeo Galli, acquisto’ la proprieta’, ampliandola e costruendo un nuovo edificio, benche’ le modifiche piu’ consistenti si attuarono nel 1600. Scipione Borghese compro’ l’ edificio e chiamo’ i gia’ noti architetti Giovanni Fontana, Carlo Maderno e Flaminio Ponzio ad occuparsi della realizzazione delle nuove fontane e dell’ acquedotto: nacque cosi’ il “teatro delle acque” della villa . I Borghese pero’ preferirono soggiornare a Villa Taverna Parisi per la sua vicinanza con le altre ville di loro proprieta’, cosi’ la dimora passo’ nelle mani della famiglia Ludovisi. Papa Gregorio XV, appena eletto al soglio pontificio, apportera’ notevoli trasformazioni all’ intera struttura. Tra i secoli XVIII e XIX si completo’ la rampa e il muro di cinta del parco. Nel 1841 i Torlonia divennero gli ultimi proprietari della villa, distrutta durante i bombardamenti della II Guerra Mondiale. Dal 1945 il giardino con lo splendido “teatro delle acque” e’ diventato parco pubblico.
 
VILLA LANCELLOTTI a Frascati: una profusione di affreschi “invisibili”
Meno panoramica delle altre ville, la nostra appare improvvisamente dopo una curva che costeggia il parco oggi detto dell’ “ombrellino”, un tempo giardino di entrata dell’ edificio, affacciandosi su via Catone. Altra differenza con le restanti ville sta nella
sua origine che si deve, non a papi o cardinali, ma ai Padri Oratoriani. Della sua complicata storia diremo che, per motivi economici, gli Oratoriani affittarono l’ edificio al cardinal Visconti che lascio’ i Flippini gravati di debiti per acquisti e lavori incompiuti. Risalgono a questo periodo i superbi affreschi lasciati nel salone del piano terreno dal pittore Cherubino Alberti. Nel 1609 la villa passo’ al duca Mario Mattei poi, dopo varie vicissitudini, al banchiere Roberto Primo, esponente della famiglia Borghese. Forse al Mattei ma sicuramente a Roberto Primo si deve la costruzione del “teatro delle acque” nel giardino, ispirato a quello di Mondragone benche’ scenograficamente meno fastoso di quello Aldobrandini. I secoli XVII e XVIII videro vari passaggi di proprieta’ fino a che nel 1866 Elisabetta Borghese Aldobrandini, moglie di Filippo Massimo Lancellotti, acquisto’ la villa, dando luogo ad ampliamenti e lavori di restauro che interessarono il ninfeo e la decorazione pittorica interna della villa, dovuta al Cotichelli e ad Annibale Angelini. Oggi proprieta’ dei Lancellotti, la dimora non e’ visitabile, per questo i meravigliosi affreschi sono per il pubblico come “invisibili”.
 

 

 

 

VILLA GRAZIOLI a Grottaferrata: il ciclo delle stagioni nell’ “otium” della natura

Per arrivare alla villa si puo’ utilizzare la SS 216 a cui si accede dalla parte di P.zza Marconi a Frascati con direzione verso il quadrivio che porta a Squarciarelli. Si incontra cosi’ un viale alberato che conduce direttamente al giardino d’ entrata. La villa, trasformata recentemente in un Hotel Ristorante, fu eretta dal cardinal Carafa conservando ancora oggi una parte della decorazione pittorica realizzata a partire dal 1591 sotto l’ allora proprietà del cardinale Acquaviva, consona alle tematiche controriformistiche vigenti all’ interno della cerchia di papa Gregorio XIII Boncompagni. Al fiorentino Agostino Ciampelli ed aiuti si deve il merito di aver portato a termine le pitture di quasi tutte le sale della villa, tra cui citiamo il “paesaggio con mietitori” e il “paesaggio con contadini”, ricordo del tema antico del passare delle stagioni che regolano i raccolti e la vita dell’ uomo. Dopo un breve periodo in cui la dimora fu in possesso della famiglia Borghese, il cardinale Montalto commissionò ad artisti bolognesi i dipinti seicenteschi dell’ ultima sala del piano nobile, attribuibili ad un artista della cerchia dei Carracci. Durante il 1700 fu costruita la loggia del piano superiore che fu affrescata dal piacentino Giovanni Paolo Pannini su incarico di Baldassarre Erba Odescalchi. Ancora oggi e’ presente un residuo di giardino all’ italiana con platani, cedri, ippocastani, bosso.
 

VILLA MUTI a Grottaferrata: “gli inizi del Barocco”

Villa Muti, sita lungo la strada che da Grottaferrata conduce a Frascati, fu eretta da monsignor Arrigoni verso la fine del 1500. La sua storia è ricca di traversie tant’ è vero che dovette essere adattata ai gusti ed alle esigenze di tre proprietari diversi. La villa è arricchita da resti di età classica e pregevoli affreschi con temi biblici, eseguiti da due pittori fiorentini agli inizi del 1600: Ludovico Cardi detto il “Cigoli” e Domenico Cresti detto il “Passignano”. Un giovanissimo Pietro da Cortona, da poco giunto a

Roma, lasciò qui testimonianze della sua prima maniera, mentre il carraccesco Giovanni Lanfranco completò il ciclo pittorico tra il 1627 ed il 1634, mostrando elementi stilistici ormai decisamente barocchi. Il giardino originario e’ oggi scomparso, subendo i danni dell’ ultima guerra, ma il verde e’ ancora folto con qualche albero secolare. La villa e’ ancora in restauro e chiusa al pubblico.

 
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